come stare seduti correttamente
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Come stare seduti correttamente a casa e in ufficio

Correggere la postura

Stare seduti correttamente non è soltanto una questione di decoro e portamento. La giornata media di un individuo prevede purtroppo ore e ore di costrizione davanti ad un PC, sui banchi di scuola o dietro la scrivania di un ufficio. Questo significa adottare uno stile di vita sedentario, ma anche procurarsi dei brutti dolori muscolo-scheletrici.

A fare le spese di questa situazione sono principalmente schiena, collo e spalle. Ciò perché, per poter continuare a stare seduti anche quando il nostro corpo ci urla a gran voce che è giunta l’ora di alzarsi, si finisce per assumere una postura scorretta.

Quando non è possibile decidere arbitrariamente di staccarsi dalla sedia e di accantonare per un po’ lo studio ed il lavoro, diventa perciò fondamentale imparare a sedersi correttamente. Vediamo insieme come fare.

La testa ed il collo

Tra le parti del corpo che più influenzano la nostra postura c’è sicuramente la testa. Essa pesa in media 5 chili. Si tratta di un carico tutto sommato esiguo, un fardello che le vertebre del collo e della schiena possono sorreggere senza grossi problemi perché supportate da un buon apparato muscolare.

Tante ore passate alla scrivania però ci spingono, quasi inconsciamente, a spostare pian piano la testa in avanti. Bene: 2,5 centimetri di deviazione dalla posizione eretta si traducono per il corpo in un peso percepito del capo superiore di circa 4 chili. Ponendo il caso di ascoltare per costrizione il professore di latino che continua a parlare di casi e declinazioni, uno studente annoiato potrebbe decidere di poggiare la testa sulla mano spostando l’asse del corpo di circa 5 centimetri. Risultato? La testa graverà sulla schiena con la stessa pressione esercitata da un carico di 13 chili!

Il collo, per evitare che il capo penzoli in avanti, finirà per contrarsi. I muscoli qui presenti quindi saranno sempre più corti e rigidi. Col tempo questa postura verrà adottata anche in altri contesti, persino quando si corre o si cammina. Spalle e colonna vertebrale perciò finiranno per risentirne.

Nel dettaglio la tensione registrata sul collo inizierà a ripercuotersi sulle articolazioni, sulla schiena, sulle spalle e persino sui polmoni. In poche parole, oltre a dolori diffusi, non è raro che si manifestino delle ernie al disco, mal di testa, difficoltà respiratorie e compressione nervosa. Come vedete perciò stare seduti correttamente è importante, forse più di quanto si immagini.

Stare seduti correttamente: istruzioni pratiche

Ma come si fa a stare seduti correttamente? Non si tratta di un procedimento semplice, soprattutto se si è ormai acquisita una postura innaturale. In ogni caso la prima cosa da fare sarà mantenere la schiena ben dritta. Questo significa che i vostri fianchi dovranno aderire alla spalliera. Le ginocchia poi dovranno raggiungere in linea d’aria l’altezza dei fianchi.

Quando avrete la necessità di sedere ad una scrivania, verificate anche che la postazione sia adeguata alle vostre esigenze fisiche. In particolare, se potete, usate una sedia il cui schienale abbia un’inclinazione di 100/110° e collocate l’eventuale PC di fronte a voi in modo da non storcere la testa.

Se invece dovete sedervi su una bici, regolate sempre sellino e manubrio. Le ginocchia invece dovranno piegarsi di circa una trentina di gradi. Abbiate poi cura di piazzare le mani sullo sterzo in modo che siano distanziate secondo la misura delle spalle. Infine inclinate appena i gomiti.

Quando troverete il tempo per bivaccare sul divano invece fate in modo di appoggiare tutta la schiena alla spalliera. La colonna vertebrale e le gambe dovranno idealmente descrivere un angolo di 90/110°. L’ideale sarebbe poi poter sorreggere il collo poggiandolo su un cuscino. In poche parole, per quanto possa risultare quasi istintivo, cercate di non sprofondare o di non assumere posizioni eccessivamente rilassate.

Stesso discorso vale per la guida. Ancora una volta glutei e colonna vertebrale dovranno rimanere a stretto contatto con il sedile mentre le gambe, nei limiti del possibile, non dovranno contrarsi troppo.

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